Vini di Borgogna: le basi della denominazione borgognona e della sua regolamentazione

Tutti i vini, a livello globale, sono regolamentati da precise denominazioni che ne determinano la classificazione in etichetta.
La denominazione dei vini di Borgogna, però, è decisamente più complessa e corposa rispetto alla maggior parte delle regioni enologiche a livello mondiale, ed è anche ciò che li rende così affascinanti e vari dal punto di vista enologico.

Certamente, per comprendere più a fondo e in maniera appropriata tutto ciò che regolamenta i vini di Borgogna e le sue eccezioni non basterebbe un libro, ma sicuramente questo articolo sarà utile per comprenderne il principio base e le principali distinzioni.

Innanzitutto, ecco alcuni termini ricorrenti nel mondo dei Vini di Borgogna, termini che salteranno sempre all’orecchio ogni volta che ne sentirete parlare:

Cru: sta ad intendere la singola vigna

Clos: identifica una vigna il cui terreno coltivato è delimitato da un muretto di pietre a secco per proteggere la vigna stessa dagli attacchi di animali selvatici e, soprattutto, dai venti freddi.

Lieu Dit: intende in maniera molto più generale un appezzamento di terra. Clos identifica una vera e propria vigna, Lieu Dit un appezzamento di terreno in genere.

Monopole: identifica un vigneto interamente appartenente ad un unico domaine.

Domaine: è il corrispondente borgognone della nostra identificazione di cantina, non da intendere in qualità di sito di vinificazione, ma quanto più di identità vignaiola produttrice di un determinato vino. Ad esempio: Cantina Conterno, Cantina Gaja, allo stesso modo Domaine Lejeune, Domaine Mortet e via dicendo.

La Denominazione dei Vini di Borgogna

È bene iniziare precisando un aspetto molto importante su cui l’intero sistema enologico borgognone si fonda: tutto, in questa terra, è regolato dal forte attaccamento alla tradizione e finalizzato a preservare al massimo il terroir di appartenenza, in modo da esaltare l’individualità dei vini e delle zone da cui le uve provengono.

Partendo dalla categorizzazione più bassa, si parla di Bourgogne Rouge e Bourgogne Blanc, le due tipologie di vino base el sistema, prodotto da quelle uve la cui qualità è considerata la più bassa rispetto alle denominazioni superiori, dalle quali si regolamentano vini prodotti da vigne più pregiate.
Sono vini prodotti con uve provenienti da diversi villaggi e, spesso, prodotti da miscele di vini provenienti da diverse parti della regione.

La prima denominazione rilevante che contraddistingue un vino di certo più pregiato è il Village, ossia, la determinazione in etichetta del preciso village in cui è coltivata la vigna di base.
I vini determinati in village sono certamente più univoci ed individuali nel loro essere, esprimono al bicchiere tutto ciò che il singolo terroir della zona di provenienza può offrire in termini di qualità organolettiche, profumi e sapori.
Ovviamente, ogni terroir di ogni village sparso per la Borgogna è caratterizzato da precise qualità intrinseche e peculiari caratteristiche in base al tipo di terreno, orientamento, clima a cui è sottoposto e via dicendo, quindi, determinare un vino in base al suo village sta ad indicare un prodotto avente determinate caratteristiche rispetto agli altri, date appunto dal village di appartenenza.

Prémier Cru è la terza appellation borgognona, che determina in questo caso una precisa vigna di provenienza delle uve.
La classificazione di Borgogna determina il suo criterio di qualità in base alla vigna e la terza e quarta denominazione, ossia Premier Cru e Grand Cru, rappresentano le scale più alte della rappresentazione qualitativa della Borgogna proprio perchè in riferimento ad un unica vigna di provenienza delle uve.

I vini Premier Cru riportano in etichetta sia il village di origine, che il Premier Cru, anch’esso ovviamente appartenente al medesimo village.
Attualmente si contano 562 vigneti Premier Cru in Borgogna, che rappresentano l’11% della totalità produttiva della regione.
In qualità di Premier Cru, tutte le caratteristiche del vino vanno oltre quelle determinate dal terroir del village, in quanto si riferiscono in questo caso ad un preciso clos coltivato con tecniche e modalità del tutto proprie e soggettive del suo vignaiolo, in grado quindi di esprimere qualità ben differenti e ancora più individuali di quelle espresse da un vino con denominazione in village.

Infine, abbiamo il Grand Cru, il livello più elevato della scala qualitativa dei vini di Borgogna, l’eccelle nza enologica del territorio proveniente da quelle vigne considerati veri e propri gioielli.

Il sistema borgognone pone così tanta importanza alla qualità della vigna di appartenenza, che i vini denominati Grand Cru riportano, in etichetta, solo il nome della vigna.
Attualmente, le denominazioni Grand Cru di Borgogna si limitano ad appena 33 vigneti e rappresentano il 2% dell’intera produzione vitivinicola della regione.

Le Eccezioni

Ciò che rende tanto complessa e varia la Borgogna non è propriamente la sua denominazione, fondamentalmente ben distinta e comprensibile, quanto più l’immensa costellazione di eccezioni che la caratterizzano rendendola una delle terre di vino più vaste e ricche del pianeta.

In pratica, ciò che determina le denominazioni non sempre è legge, o meglio, non sempre è scontato.

Per fare qualche esempio banale, se in Cote de Nuits la fama è data dai grandi rossi che per vocazione caratterizzano questa zona, basta incappare nel giusto produttore per assaggiare dei bianchi che ribaltano completamente la concezione, rendendosi conto che, in realtà, non è così scontato che sia la terra dei rossi.

Allo stesso modo si evince nei Meursault una particolare grassezza nei loro corpi, vini definiti burrosi quasi, per poi scoprire che alcuni cru, come ad esempio Perrieres, da vita a Meursault molto dritti e taglienti.

Le eccezioni della Borgogna sono ciò che rendono così ampiamente interessante e varia questa terra di vino, una terra che fondamentalmente resta sempre da scoprire indipendentemente dalla propria esperienza a riguardo, una terra che quotidianamente muta con la nascita di nuovi produttori e nuovi terroir, sempre però incentrati su una tradizione storica che fa dell’individualità del vino il proprio fondamento.

I vini recensiti nella video-degustazione di oggi, potete trovarli qui:

Borgogna Base: Bourgogne Rouge – Jean Philippe Fichet

Village: Gevrey-Chambertin – Domaine Thierry Mortet

Premier Cru: Chambolle-Musigny Premier Cru – Francois Bertheau

Grand Cru: Mazis-Chambertin Grand Cru – Domaine Tortochot

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