Krug Grand Cuvée 164a: una cuvée di 120 vini in un bicchiere

Dal 1843 Joseph Krug, fondatore della Maison, persegue un unico grande obiettivo ancora oggi perfettamente mantenuto inalterato alla base di una filosofia intramontabile: dar vita esclusivamente a Cuvée de Prestige.

La Maison Krug produce 6 cuvée, 4 dei quali declinati in collezioni di millesimati che partono dagli anni 90, un rosè, e la sua punta di diamante, oggetto della nostra degustazione e di questo articolo, lo Champagne Krug Grand Cuvée frutto di un assemblaggio di oltre 120 vini di annate diverse.

La Maison Krug vede nascere la sua idea di esistenza nel 1834 quando Joseph Krug, divenuto prima dipendente e poi socio della Maison Jacquesson de Paris (la più importante maison dell’epoca), entra a piè pari nel mondo dello Champagne e della sua appartenenza ad una realtà fatta di capricci nobiliari e personalità ricche ed influenti.
Dopo una lunga esperienza in Jacquesson che gli ha permesso di viaggiare in tutto il mondo entrando in contatto con gli alti ranghi della società ottocentesca, all’età di 42 anni, Joseph comprende e segue quella che è la sua vera vocazione: la creazione di uno Champagne de Prestige in grado di superare e sciogliere le catene che da sempre mettono a repentaglio la qualità dello champagne da annata ad annata.

Ciò che segue è storia che racconta la nascita del Krug Grand Cuvée rimasto inalterato dalla sua prima versione fino ai giorni nostri, lo champagne che nelle pagine del suo diario personale tramandato di generazione in generazione e traccia del suo testamento, Joseph krug nomina Champagne N°1, frutto di un metodo alla base della maison Krug che riesce a superare i capricci metereologici che influenzano le diverse annate e che rivoluzionerà definitivamente la vinificazione dello Champagne.

Il sogno di Joseph Krug non era la vinificazione dello champagne fine a sè stessa, limitata ad un’etichettatura che portasse il suo nome, ma piuttosto quello di dar vita ad un vino in grado di svincolarsi definitivamente dalle influenze che le condizioni metereologiche giocavano sulla produzione di uno stesso champagne riprodotto in annate differenti, anno dopo anno.
Per chi non lo sapesse, la difficoltà maggiore ed intrinseca nella filosofia dello champagne e delle sue Maison, è la produzione di un millesimato che anno dopo anno rispecchi e mantenga costantemente gli stessi standard di qualità, senza mai cedere indipendentemente dalle condizioni metereologiche che colpiscono la vigna.

Questo suo sogno è stato trascritto attimo dopo attimo nel suo diario personale, un carnet color ciliegio destinato a trasmettere la sua arte al figlio Paul e tutt’oggi indelebile testamento della Maison Krug.
Nel suo carnet Joseph sostiene che per ottenere il miglio champagne possibile sia necessario utilizzare solo vini eccellenti prodotti da vigneti eccellenti, degustati separatamente, uno ad uno, appezzamento per appezzamento, mantenendo le qualità del terrori come punto di partenza di fondamentale importanza.
La difficoltà maggiore stava nel riuscire a mantenere lo stesso livello qualitativo anno dopo anno, millesimo dopo millesimo.

Joseph inizia quindi a creare una riserva di vini, ognuno realizzato con uve provenienti da un appezzamento ben distinto dotato di un carattere ben definito, con l’obiettivo di dar vita ad un Cuvée de Prestige in grado di presentarsi in qualsiasi momento perfetto, ricco di sfumature, generoso, insuperabile ed ineguagliabile indipendentemente dalle condizioni atmosferiche di ogni annata proprio grazie all’assemblaggio delle sue riserve più raffinate.

Nasce Champagne N°1.
Nasce ciò che oggi prende il nome di Krug Grand Cuvée.
Nasce la rivoluzione nella vinificazione dello champagne: il metodo Krug in grado di trascendere l’idea di annata.

Champagne Krug Grand Cuvée: una Cuvée di 120 vini in un solo bicchiere

Nell’idea convenzionale delle persone champagne di altissimo livello come Cristal o Dom Perignon (leggi le nostre recensioni) hanno ormai assunto un’accezione commerciale, nonostante la loro intrinseca qualità sia apprezzabile solo da chi realmente prova amore verso il perlage francese.
Ma non il Krug, che nonostante la sua fama mantiene nel tempo un concetto di esclusività massima, e il suo Grand Cuvée ne è la massima espressione.

Elegantissimo, anche solo al primo sguardo con un perlage di estrema finezza, tale da non sembrare nemmeno effervescente nel bicchiere.
Appare dorato, brillantemente pallido nella sua abbronzatura che ricorda esattamente l’oro della sua etichetta.

Questo champagne è frutto di una cuvée di oltre 120 vini di riserva perfettamente bilanciati per una qualità ed eleganza invariata da 164 edizioni.

Ciò che stupisce in maniera estrema è l’aroma che assale il primo naso sovrastando qualsiasi altra cosa: tostatura, in particolare caffè, caffè tostato fresco inebriante e profondo, per poi lasciare spazio a sentori più fruttati che lasciano trasparire una splendida acidità agrumata tra limoni e pompelmi.

Ogni volta che si avvicina il naso al bicchiere, dopo una primo, penetrante profumo di caffè tostato, si percepisce di tutto: pane tostato, nocciole, torrone, orso, caramello, gelatina di frutta, mele ancora da cogliere, ancora appese al loro ramo, fiori in sbocciatura, insieme a frutta fresca e frutta secca, mandorle, marzapane, pan di zenzero, spezie dolci e persino brioche e miele.
Questo è l’aspetto veramente incredibile: un mix di sentori tostati, dolci ed acidi per un bilanciamento assoluto che si spera prosegui in bocca in maniera coerente.

Ed è esattamente così. Meravigliosa coerenza. Incredibile perseguimento dei suoi profumi anche al palato tra un profondo gusto tostato bilanciato da una perfetta acidità che accompagna un finale lunghissimo, talmente acido che se si chiudono gli occhi ci sembra di soffrire quella stessa sensazione di un’asprezza incontrollata data da un limone preso a morsi, sensazione che è solo un illusione perchè muovendo la lingua il gusto è tutto avvolto da un perfetto bilanciamento.

Incredibile Krug 164a Cuvée.

Una vera e propria esperienza sensoriale che solo ad ultimo pensiero ci ricorda di essere un vino.

Se vuoi provare a vivere un’emozione versata in un bicchiere, lo trovi qui.

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