Azienda Agricola Valentini, un monumento dell’enologia italiana

Valentini è un nome leggendario nel panorama enologico italiano e non solo, è un’eccellenza che ci rappresenta nel mondo.

Siamo a Loreto Aprutino, in provincia di Pescara, nell’entroterra abruzzese con alle spalle il Gran Sasso e la costa di fronte, è qui che nasce nella metà del 1600 e risiede tutt’ora l’Azienda Agricola Valentini.

Edoardo e Francesco Paolo Valentini sono considerati i pionieri del vino abruzzese, famosi in Italia e nel mondo per il loro Trebbiano d’Abruzzo, Cerasuolo d’Abruzzo e Montepulciano d’Abruzzo. Sono stati dei precursori, andando controcorrente con coraggio e costanza. Edoardo è scomparso qualche anno fa, ed oggi è Francesco Paolo a guidare la cantina.

Sono 70 gli ettari coltivati dalla famiglia Valentini, per scelta però vengono messe in vendita al massimo 50mila bottiglie all’anno. Francesco Paolo infatti si è autoimposto questo limite per ottenere il meglio dai suoi vigneti: da ogni ettaro di vigna si possono ricavare poco più di 700 bottiglie.

Francesco Valentini basa il suo lavoro esclusivamente sull’artigianalità e sul pieno rispetto della natura, è per questo motivo che ancora oggi si presenta come un artigiano.
In quanto tale, pensate, mette in vendita le sue bottiglie solo quando sono pronte, senza dare importanza all’annata di vendemmia: il Trebbiano Valentini 2010, ad esempio, è stato commercializzato un anno dopo il Trebbiano Valentini 2011.

Il Trebbiano 2010 di Valentini è stato tra l’altro il primo vino bianco italiano a ricevere nell’edizione della Guida Espresso ai Vini d’Italia 2015, un punteggio di 20/20, sbaragliando anche i rossi da sempre più blasonati e lo ha fatto non venendo meno ai suoi rigorosi principi che vanno anche contro le tendenze più in voga, rispettando le indicazioni e gli studi climatici sulle stagioni rigorosamente riportati su quaderni la cui stesura inizia dal 1817.

Francesco Paolo ha una sua filosofia naturale che non è etichettabile né con il “logo” del biologico né con quello del biodinamico, lui stesso in un’intervista afferma:

I vini che produciamo non rientrano in quelle categorie. Di una cosa comunque sono certo: il vino naturale non esiste, perché il prodotto naturale della fermentazione delle uve è l’aceto. Sui vini biologici e biodinamici non mi pronuncio, anche se qualche aspetto della filosofia che sta alla base di questi ultimi mi lascia perplesso. Il fatto è che i nostri sono diversi perché sono vini artigiani che sono prodotti nel rispetto della materia prima e del consumatore. Nel vigneto facciamo i trattamenti con i prodotti tradizionali usati da secoli, sostanzialmente a base di rame e zolfo. Per la concimazione, il problema vero è che, a causa della rarefazione dei piccoli allevamenti, non si trova più letame. Piuttosto di ricorrere a prodotti pseudo-organici, però, personalmente preferisco praticare il sovescio e comunque, in linea generale, non mi sembra il caso di scomunicare chi si aiuta con materie chimiche.

I vini dell’Azienda Agricola Valentini

Sono tre i vini prodotti dall’Azienda Agricola Valentini, il Trebbiano d’Abruzzo, il Cerasuolo d’Abruzzo e il Montepulciano d’Abruzzo.

valentini grandi bottiglie

Il Trebbiano d’Abruzzo

valentini trebbiano d'abruzzo grandi bottiglieConsiderato uno dei più grandi vini italiani, il Trebbiano d’Abruzzo di Valentini proviene da uve in purezza dell’omonimo vitigno coltivate intorno all’area di Loreto Aprutino. Tutto avviene in maniera del tutto naturale, ma con attenzione estrema, pertanto alla vendemmia manuale segue un’accuratissima cernita dei grappoli migliori. Le uve vengono successivamente portate in cantina, e dopo la diraspigiatura viene avviata la fermentazione in botti grandi di legno, solo tramite l’intervento dei lieviti indigeni. Affinamento di un anno in botti di quercia da 50 o 70 hl. Il liquido non subisce chiarifiche né filtrazioni.

Il bianco Trebbiano scende nel calice con un ammaliante giallo carico che vira verso il dorato. Il naso è un tripudio assoluto di fiori bianchi, tra cui emerge la ginestra, caffè e frutta a polpa bianca. Fuoriclasse assoluto, viene fuori gradualmente rivelando sempre una nuova sfaccettatura. Il sorso è magistrale e folgorante, per come congiunge polpa, freschezza e sapidità in un abbraccio unico ed avvolgente. Lunghissimo ed indimenticabile, è una bottiglia che in ogni sua annata mostra bellezza e sfumature differenti.

Il Cerasuolo d’Abruzzo

Il Cerasuolo nasce da uve Montepulciano vendemmiate nella seconda decade di settembre, la vinificazione prevede una breve macerazione del mosto sulle bucce. Successivamente il mosto viene travasato in botte di rovere dove avviene una fermentazione spontanea senza controllo di temperatura dove sosta per circa un anno prima di essere imbottigliato, dopo un anno di affinamento in bottiglia è infine pronto da bere.

Un grande vino rosato, dai variegati sentori aromatici tra i quali spiccano i frutti rossi, piacevolmente abbinati a sorprendenti punte minerali. In degustazione non tradisce le eleganti premesse sensoriali e, dopo averci conquistato con il suo corpo armonioso ma di carattere, lascia intendere un’ottima propensione all’invecchiamento.

Come ha scritto Valerio Magrelli il Cerasuolo di Valentini sta agli altri rosati come la poesia scritta sta alla televisione (salvo rare eccezioni). Vino longevissimo che dopo qualche anno in cantina ci sconvolgerà rendendoci consapevoli di avere degustato il rosato piu complesso del mondo.

Il Montepulciano d’Abruzzo

montepulciano d'abruzzo valentini grandi bottiglieIl Montepulciano di Valentini è uno straordinario e multiforme rosso, nell’olimpo dei vini italiani. Pochi nomi come quello di Valentini sono capaci di emozionare gli appassionati, in virtù di espressioni sfaccettate e complesse, capaci di sfidare il tempo rinnovandosi.

Viene prodotto solo nelle annate ritenute eccellenti e le vigne che lo producono vengono coltivate senza ausilio di alcun prodotto chimico o di sintesi. Dopo la vendemmia manuale e una doppia cernita delle uve, avviene la diraspapigiatura e successivamente viene avviata la fermentazione tramite il solo intervento di lieviti indigeni. L’affinamento avviene per 12 mesi in botti grandi di rovere e castagno, seguito da un lungo riposo di circa 4 anni in bottiglia, in modo che il vino esca sul mercato solo quando effettivamente pronto.

Riempie il calice con la sua veste rosso rubina impenetrabile. Naso ampissimo, quasi impossibile da definire con un numero di descrittori contenuto: caffè, prugna, cioccolato, humus, foglie bagnate. Tutto in un bicchiere, e con la modalità espressiva graduale e pacata dei fuoriclasse. Il sorso non è da meno, riempie la bocca in virtù della sua materia ricca e scolpita, trascinato da una freschezza travolgente. Il finale è lunghissimo e difficilmente dimenticabile. Bottiglia immensa, che siede alla tavola dei più grandi vini del mondo.

 

Bere una bottiglia di Valentini è un’esperienza che almeno una volta nella vita ogni appassionato che si rispetti dovrebbe provare, ogni bottiglia è una storia a sé, ogni annata è diversa dalla precedente, ecco perché ci piace chiamarla una “Verticale Imprevedibile“, provare per credere!