Gli Champagne di Selosse: la Degustazione di Grandi Bottiglie

Gli champagne di Selosse ti stupiscono sempre per il suo stile unico in parte ossidativo, a dire il vero meno di una volta, e per la precisione stilistica.

La vinificazione separata villaggio per villaggio permette con i nuovi lieux dits di definire bene, quasi sempre, il terroir di provenienza.

Veniamo alle sensazioni generali che ho avuto durante questa bellissima degustazione.

La parte floreale nell’approccio olfattivo degli champagne di Anselme sta diventando sempre più rilevante, ed è davvero intrigante perchè la frutta diventa secondaria e incredibilmente integrata in uno spettro olfattivo spesso di altissimo livello.

I pinot Noir mi sono sembrati più territoriali dei Blanc de Blancs, sarebbe necessario un nuovo assaggio per confermare questa sensazione. Ambonnay in particolare veniva fuori molto bene dal Bout du Clos, mentre  Les Carelles era un po’ meno definito, preciso e non era cosi facile dire che il villaggio di provenienza fosse Mesnil.

Resto dell’idea che serva un bicchiere ampio, molto ampio, e che questi vini vadano trattati nel servizio come bianchi e non come bolle. Anche la temperatura di servizio a mio parere non dovrebbe ma scendere al di sotto dei 12°.

Il livello qualitativo è davvero alto, ma lo sono anche i prezzi che in questi ultimi anni sono lievitati notevolmente a causa del mercato estero dove ci sono veri e proprio fan club di Selosse (vedi Giappone and States).

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Initial Blanc de Blanc deg 2016

Sempre buono, specie dopo che si scalda un po’ e si ossigena.

Certo non ha la precisione dei lieux dit, ma è molto bello sia al naso che in bocca.

Il prezzo, il più basso della gamma permetta di approcciarsi a Selosse senza farsi un mutuo.

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Les Carelles Blanc de Blanc deg 2016

Qui si cambia marcia e prezzo purtroppo. Vino importante al naso, con agrumi, fiori (specie camomilla) e mille altri dettagli che ti dicono che qui la complessità è di casa.

In bocca è potente, forse troppo, perde un po’ in definizione nel finale ma è ancora giovane e qualche peccato lo perdoniamo.

Diventerà un grandissimo champagne da grande!

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Version Original Blanc de Blancs deg 2010

In teoria è un Initial non dosato. In realtà c’è di più. Qui Selosse prende le uve un po’ più in alto.

C’è maggiore freschezza, e precisione e poi qui ci si diverte con l’evoluzione.

Non c’è nulla da fare con qualche anno questi champagne diventano meno “normali” e fanno il salto di qualità, certo ci va un palato esperto ma per gli appassionati qui ci si diverte e anche tanto.

Non ho dubbi, per me il miglior qualità prezzo di tutta la gamma di Selosse.

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Sous Le Mont Blanc de Noirs deg 2016

Quasi non dosato. È l’unico premier cru di tutti gli champagne di Selosse.

Non mi ha fatto impazzire, lo ho trovato un po’ corto in bocca seppur sempre molto piacevole.

Ovvio che ti aspetti tanto e qui mancava una marcia che facesse la differenza.

A questo prezzo per il momento no.

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Le Bout du Clos Blanc de Noirs deg 2010

Probabilmente il miglior champagne della serata se si esclude il Contraste che faceva partita da

solo. È giovanissimo, ma ha una classe innata. Ambonnay si sente nel bicchiere, grasso, ampio,

opulento, ma rinfrescato da erbe officinale, fieno, fiori. Ti perdi e ti stupisci in questo vino,

ancora e ancora. Ammaliante.

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Contraste Blanc de Noirs deg 2007

Di questo champagne, il più grande di sempre di Selosse, se ne producevano solo 1500 bottiglie.

Ora non c’è più, è sostituito dalla Cote Faron, ma mi dispiace dirlo non è assolutamente la stessa cosa.

Brut, un po’ più’ di zucchero lo ha tenuto in perfetta forma nel corso di questi anni (11 anni)

Le uve derivano da Ay.

Questo champagne è semplicemente uno dei più grandi in assoluto.

È grasso, ma tagliente al tempo stesso. Da freddo nel bicchiere sembrava terrestre, ma appena

si è scaldato è andato in cielo e da lassù guarda i mortali.

Un vino che nella esperienza di un degustatore non deve mancare, perchè ti pone nuove asticelle

qualitative. Un tale turbine di ammalianti sensazioni olfattive e gustative è difficile reperirle in un

unico bicchiere.

Non si trova, è una rarità, è oggetto di culto in Giappone, ma se siete fortunati credetemi vale la pena di stapparla!

Gli Champagne di Selosse li puoi trovare QUI

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