Produttori del Barbaresco: quando il vino è figlio dell’uva e dell’ambiente in cui cresce

Terroir: una dei termini più belli nel mondo del vino, intraducibile concettualmente in una sola parola riflessa in italiano ma piena di significato nella sua origine francese, che esprime in un solo momento l’assoluta verità secondo cui il vino non è figlio solo dell’uva ma anche, e soprattutto, dell’ambiente che la ospita.

Ambiente fatto di terreno, sole, luce, clima, altitudine ed una miriade di altri fattori che vanno a comporre in ogni vigna un micromondo a sè stante unico nel suo genere e circoscritto.

La Cantina dei Produttori del Barbaresco è una di quelle realtà che fanno parte della storia del vino italiano, più precisamente del vino in uno dei suoi ambienti più famosi al mondo: il Piemonte, terra di vino, di piccoli vignaioli artigianali e grandi cantine famose in tutto il mondo, entrambe strettamente legate alla tradizione del vino di una volta, di dolci colline e prati infiniti, vigne a perdita d’occhio, colori stupendi e paesaggi splendidi al punto tale da essere annoverata la più bella regione del mondo secondo la guida “Best in Travel” Di Lonely Planet.
I Produttore del Barbaresco hanno sede in Langa, nell’omonima zona di Barbaresco quotata e famosa per il suo vino e le sue vigne coltivate Dolcetto, Barbera e Nebbiolo, quest’ultimo sempre posizionato nelle zone migliori dove insieme alla sapienza dei suoi vignaioli da vita al grande Barbaresco del Piemonte.

I 9 CRU dei Produttori del Barbaresco

I Produttori del Barbaresco sono una Società Agricola Cooperativa che nel 1894, per opera di Domizio Cavazza, riuniva 9 diversi vignaioli impegnati nella “produzione di vini di lusso e da pasto”.

Ufficializzata nel 1958, conta oggi 50 membri con circa 110 ettari di vigneti a Nebbiolo.

I principali Cru dei Produttori sono 9 e coprono l’intera zona del comune di Barbaresco dove ha sede principale la Cooperativa:

1- Ovello
Occupa la zona più a nord del comune di Barbaresco sovrastando u’ampia collina che si espone sia ad Ovest/Sud-Ovest che ad Est/Sud-Est.
Caratterizzato da una quantità di argilla maggiore rispetto agli altri cru, è anche la più fresca essendo in posizione più elevata sul livello del mare ed essendo lambita dai venti più taglienti che non incontrano nessun ostacolo al loro passaggio.
Queste caratteristiche portano allo sviluppo di tannini più aggressivi in giovinezza con frutti più esuberanti i cui vini vengono prodotti come Riserva dal 1967.

2- Montefico
Vigneto poco noto ma estremamente apprezzato da quei pochi che lo conoscono per la grande classicità dei vini che genera.
Pienamente esposto a Sud viene raggiunto dai venti freschi che da Nord si incuneano nella valle che separa i comuni di Neive e Barbaresco, soffiando tra i suoi filari e mitigandone le temperature estive.
Il terroir è estremamente calcareo, fattore che porta alla formazione di tannini molto potenti, copri pieni e carichi oltre che ad una particolare mineralità nei suoi vini.

3- Montestefano
Questo Cru è soprannominato il Barolo del Barbaresco per la particolare struttura che conferisce ai suoi vini, famoso e ricercato proprio per questo aspetto.
È a pochi metri dal Cru Montefico e ne condivide i principali aspetti caratteristici tra cui l’esposizione , il taglio dei venti freschi dal Nord e il terreno fortemente calcareo.
Inoltre, il Cri Momntestefano è il più ripido della zona, cosa che consente un ottimo drenaggio dell’acqua e quindi maggiore resistenza dei grappoli durante le annate più piovose.
Nonostante la condivisione con Montefico delle principali condizioni climatiche, è generalmente più mite e temperato il suo clima, aspetto che conferisce ai frutti sentori più maturi, quasi affumicati, con corpi pieni e potenti.

4- Pajè
Ospitato da u terroir sito in una piccola conca caratterizzata da un microclima tutto suo, fresco, a causa dei venti che si insinuano nella Valle del Tanaro, con esposizione prevalente a Sud-Ovest.
Genera vini che si intrecciano tra eleganza e freschezza, attraversati da sentori quasi mentolati nelle annate più fresche, ed è uno dei vigneti i cui frutti mantengono sentori di giovinezza più a lungo nel tempo rispetto agli altri, brillante acidità perfettamente supportata da ottimi tannini.

5- Muncagota
Il Cru del “Sole del Mattino”, quello esposto maggiormente a Sud-Est, fresco la maggior parte del tempo ma perfettamente mitigato dal tepore dei raggi nelle prime ore del giorno.
Il terreno è calcareo ad alto contenuto di calcio ce dona tannini potenti ma frutti eleganti.
Per chi non lo sapesse, è una delle zone storiche dei Produttori del Barbaresco che vinificano questo cri per la prima volta nel 1967 sotto etichetta Moccagatta.

6- Asili
La storia del Barbaresco e dei produttori, la storia dell’enologia del Piemonte, delle Langhe dei grandi vini, da sempre ricercato da collezionisti ed appassionati.
La parte principale della sottozona Asili è formata da una conca con esposizione Sud/Ovest confinante ad Ovest con il vigneto Pora, ma più protetta dall’influenza climatica del fiume a causa della confermazione della collina che dona un clima meno ventilato e più caldo nelle ore centrali della giornata. La conca risale ad Est in altitudine per terminare in un bricco confinante con il vigneto Rabajà. Anche il bricco ha esposizione Sud/Ovest anche se microclima più ventilato. I vini dell’Asili sono sempre molto intensi e complessi, piuttosto chiusi in gioventù, ma molto eleganti.

7- Pora
Annoverato fin dal 1894 nelle carte di Domizio Cavazza e prodotto come riserva a partire dal 1967, il Cru Pora è situato sulla collina più adiacente al fiume Tanaro che conferisce un clima molto particolare alla vigna e ai suoi frutti.
La vicinanza del fiume conferisce al Pora un microclima più temperato delle mattinate estive ed un’umidità relativa più elevata. Anche il terreno risente della vicinanza della valle del Tanaro e mostra una fertilità più elevata rispetto ad altri vigneti. Queste caratteristiche pedoclimatiche donano ai vini del Pora una certa morbidezza dei tannini e li rendono più aperti e bevibili in gioventù.

8- Rabajà
Altro cru famoso in tutto il mondo ed estremamente ricercato tra appassionati ed intenditori, conosce la fama nel 1971 quando il Ristorante Guido di Costigliole d’Asti ne acquista l’intera produzione annua.
Altra parte di storia di vino, di storia del Piemonte e dei Produttori del Barbaresco.
È situato nel vertice d’incontro tra i due crinali che formano il cuore della zona vitata del Comune di Barbaresco quello che parte da Rabajà e termina col Pora correndo da Sud-Est a Nord-Ovest e l’altro che corre da Sud a Nord partendo dal Rabajà e terminando con la collina dell’Ovello. Il primo crinale ha terreni più sciolti, il secondo più compatti e le due tipologie trovano un equilibrio nel Rabajà, che è infatti considerato il vigneto che produce i vini molto equilibrati e armonici dove eleganza e potenza si amalgamano alla perfezione. L’esposizione è Sud-Ovest, quindi calda, e dona un frutto piuttosto maturo, meno fresco e floreale di altri vigneti specie nelle annate più soleggiate

9- Rio Sordo
Vigneto che corre lungo un crinale esposto a Sud-Ovest, nel meridione del Barbaresco, il meno elevato tra i cru dei Produttori.
Ospitato da un terroir argilloso-calcareo e non distante dai lembi del fiume Tanaro presenta una bassa percentuale di calcio che dona ai tannini morbidezza e un taglio setoso al palato, frutti eleganti, ma corpo generalmente pieno e vigoroso naturalmente portato all’invecchiamento per lunghi periodi di tempo.

 

Il vino della video-degustazione di oggi è generato dal Cru Pora, vendemmia 1997, un Barbaresco della tradizione, un vino austero che segue attentamente i dettami della storia Piemontese dei vini di una volta.

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