Mouzon Leroux: il vigneron dello champagne biodinamico e il suo splendido Atavique

Il nome Mouzon Leroux è legato alla viticoltura dal 1776 e arriva intatto fino ai giorni nostri, dove nel comune di Verzy, nella regione dello Champagne, coltiva 7,5 ettari di terreno divisi in circa 50 appezzamenti dedicati alla produzione di champagne pregiato.

La cantina è oggi guidata da Pascale, Sebastien e Philippe che dal 1997 portano avanti la Maison impostando tutta l’attività sul pieno rispetto dell’ambiente e del sinolo naturale che vi è tra il frutto e il vino che genera.
Dal 2008 è stato fatto un ulteriore balzo avanti verso l’esaltazione degli aspetti naturali dei propri prodotti passando alla viticoltura completamente biodinamica, sottolineando l’intento di mantenere coerenza con la tradizione che segna la famiglia Mouzon da sempre tralasciando, invece, la moda del momento sulla quale si fondano le scelte di molti più vignaioli di quanto si possa credere.

L’aspetto della produzione naturale nel vino in genere inizia ad essere sempre più esplorato dai consumatori, sia da un punto di vista di esperienza di beva consapevole, sia da una ricerca di prodotti che contengano meno sostanze chimiche possibile.

Resta invece sempre una splendida sorpresa la scoperta di Maison di Champagne che basino l’intero flusso produttivo sulla biodinamica: zappe intercalari, artigli da giardino, aratri manuali e pura fatica tra le vigne fanno parte dei metodi di lavoro della famiglia Mouzon fin dall’inizio e mai è stata abbandonata.
Il terreno delle viti, soprattutto le più giovani, viene lavorato sfruttando il traino degli attrezzi per mezzo di cavalli in modo da impedire la compattazione del terreno favorendo la biodinamicità e gli equilibri di tutti gli elementi essenziali del terroir.

Infine, una raccolta manuale a cui consegue un’attenta selezione dei grappoli portano alla vinificazione di champagne strettamente correlati al terroir di appartenenza, coerente espressione delle proprie origini, dal frutto, al vino.

Verzy rappresenta una delle 3 zone cardine dello Champagne, se non un’eccezione alla regola che vede il Pinot Meunier, Chardonnay e il Pinot Nero prevalere in aree diametralmente differenti: la particolare esposizione del comune consente, nella stessa zona, la prevalenza di Chardonnay ad est e del Pinot Nero ad ovest.

Su terreni argillosi e calcarei cresce rigoglioso uno dei 17 Grand Cru di tutta la regione (su un totale di 319 comuni in Champagne solo 17 hanno ricevuto la denominazione) e l’attività biodinamica è atta alla piena esaltazione di questa grande qualità riconosciuta.

La video degustazione di oggi è dedicata allo Champagne Atavique, una grande espressione di abilità artigiana in vigna ed in cantina, uno champagne che ha ottenuto nel 2018 riconoscimenti e premi dai critici Tyson Stelzer, Peter Liem, Gault e Millau oltre che aver contribuito alla nomina della Maison tra le 99 migliori di Champagne.

Fermentazione alcolica naturale, fermentazione malolattica per limitare al minimo l’aggiunta di solforosa, assolutamente non filtrato: uno champagne artigianale da scoprire e provare assolutamente, lo trovi qui.

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