Il Carlo Magno tutto sale e minerali dalla collina dei bianchi migliori di Borgogna

Il Domaine Rapet Pere et Fils è una di quelle realtà artigianali tipiche della Borgogna tradizionale, una di quelle piccole perle territoriali estremamente legate al terroir di appartenenza e al concetto di “vino di una volta”, sia nei suoi sapori che nella metodologia di coltivazione e vinificazione.

È un’azienda artigianale che fonda le sue origini addirittura nel 1765 e che da quelle origini ha cercato di non allontanarsi troppo.
Dispone di 20 ettari coltivati dislocati nei comuni di Pernard-Vergelesses, Savigny Les Beaune, Chorey Les Beaune, Aloxe Corton e Beaune, oggi gestiti da Vincent e Sylvette Rapet.

Vincent è un assoluto perfezionista: estrema cura di ogni singolo dettaglio e massima espressione dei terroirs.
La raccolta delle uve è manuale, in piccole cassette, e la pigiatura è estremamente soffice per un completo rispetto delle bacche, grazie all’azione calibrata e precisa di una pressa meccanica che lavora un minimo di 3 ore per estrarre in maniera lenta e costante la percentuale di mosto migliore.

Segue un debourbage di 24 ore a basse temperature per poi raccogliere il mosto in barrique nuove al 30% in cui fermenta e giace sulle fecce fini per poi sostare 12 mesi in rovere prima dell’imbottigliamento.

20 ettari coltivati prevalentemente a Pinot Noir e Chardonnay con una piccola percentuale di Aligotè.

Il vino di una volta insomma, coltivato come una volta e vinificato come una volta per un prodotto che esprime perfettamente le gradi abilità e cure che solo un piccolo artigiano può donare.

Il vino della video degustazione di oggi è uno splendido Corton-Charlemagne Grand Cru del 2016 prodotto dalle vigne della collina di Corton, rinomate per l’elevatissima qualità dei bianchi che riesce a generare.

Il bianco punta di diamante della produzione del Domaine Rapet vinificato in una delle annate migliori, giallo paglierino brillantissimo nel bicchiere, esala subito un bouquet fine e raffinatissimo, complice anche la giovinezza del corpo.

La prima nota che pervade il naso è il sale, seguita da sentori di frutta secca e agrumi che nonostante la giovinezza si fanno percepire in una complessa varietà aromatica.

Al palato la nota salina è coerente, quasi allappante, che lascia subito spazio a tutta la complessità della struttura del vino che deve ancora attendere almeno 10 anni per raggiungere la sua piena rotondità.

Vino molto sapido e super minerale, chi apprezza questo genere di sapori trova una soddisfazione tale da non poter essere descritta, bisogna provarla.

Il Corton-Charlemagne Grand Cru 2016 di Rapet lo trovi qui.

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