Lo splendore della Borgogna: i tre moschettieri di Gevrey Chambertin

Come ormai saprà chi ci segue e legge i nostri articoli, la Borgogna è la nostra terra del cuore, un luogo dove da oltre 15 anni concentriamo le nostre ricerche volte alla scoperta di nuovi produttori artigianali degni di essere scoperti e conosciuti, ma che nonostante questo è ancora in grado di stupirci ad ogni viaggio.

Gevrey Chambertin rientra in quella rosa di village che ricordiamo per l’eccellente qualità produttiva dei suoi vignaioli, tra i quali spiccano a nostro parere 3 piccoli produttori artigianali degni di nota: Thierry Mortet, Bruno Clair e Sylvie Esmonin.

Thierry Mortet

Il Domaine Thierry Mortet è giovane, fondato nel 1992 per l’esattezza, basandosi però sulla coltivazione delle vigne di una tradizione ben più antica ripresa in seguito allo scioglimento della tenuta nello stesso anno: il Domain Mortet Charles & Fils dove, il padre, divide la tenuta tra i due figli.

La giovane età di questo domaine non ha però inciso sull’elevata qualità dei vini prodotti che contano oltre 10 denominazioni riconosciute e diversi riconoscimenti ed elogi pubblicati in molte testate giornalistiche nazionali e concorsi di settore.

Thierry Mortet sorge al centro del villaggio di Gevrey-Chambertin a nord della costa del vino, la Cotes de Nuits, tra Digione e Nuits-Saint-Georges, dove le uve maturano su un terroir di calcare argilloso, marna bianca, basamento lavico e un fondo di roccia e ghiaia.

Le caratteristiche organolettiche conferite dal terroir e dal clima tipico della zona, unito a tecniche di produzione che dal 2007 si stanno spostando sempre di più verso l’agricoltura biologica, conferiscono ai vini di Mortet un carattere distinto, complesso e vivo.

Dal 2007, Thierry Mortet ha voluto finalizzare la conversione in BIO delle tecniche di coltivazione al fine di portare avanti quello è stato il suo primario obiettivo dal momento in cui ha preso in mano la sua parte di eredità dell’ex tenuta paterna: produrre vini che possano esprimere tutto il potere, la finezza e la grande qualità del suo vigneto e del terroir che lo culla.

Trovi il suo vino della video degustazione qui.

Bruno Clair

Bruno Clair è uno di nomi più importanti dell’intera Cote d’Or. L’azienda ha sede a Marsannay, ma ha vigneti sparsi di proprietà per oltre 24 ettari nei migliori comuni.

Bruno Clair ha fondato il domaine che porta il suo nome nel 1979, a quel tempo comprendeva piccoli appezzamenti in Marsannay, Fixin, Savigny-Lès-Beaune e Morey-Saint-Denis. Le vicissitudini familiari della tenuta portano Bruno, nel 1986, a prendere in affidamento i vigneti dei suoi genitori, fratelli e sorelle che includevano quelli di Chambertin-Clos-de-Bèze, Les Cazetiers, Clos-Saint-Jacques, Clos du Fonteny e alcuni appezzamenti a Vosne-Romanée e a Chambolle-Musigny.

Successivamenti diversi vigneti furono acquistati dalla proprietà, nel 1993, coinvolgendo Corton-Charlemagne, piccoli vigneti a Pernand-Vergelesses e ad Aloxe-Corton, e nel 1996  è stato acquistato Petite Chapelle arrivando appunto ai 24 ettari attuali.

Clair si avvale della collaborazione di Philippe Brun come enologo e da vita e vini splendidi, veri fari per territorialità e finezza.

Insegue costantemente la purezza e l’eleganza a scapito della matericità.

Non realmente le uve vengono diraspate ma ci sono anche eccezioni come nel millesimo 2005. Solo lieviti indigeni e utilizzo del legno molto attento e calibrato.

Trovi il suo vino della video degustazione qui.

Sylvie Esmonin

Il Domaine Sylvie Esmonin ha sede a Gevrey Chambertin e possiede 8 ettari vitati tra la Côte de Nuits e la Côte de Beaune, di cui la quasi totalità produce Pinot Noir.

Il nonno di Sylvie lavorava per il Conte de Moucheron, ex proprietario unico del grande vigneto Clos St Jacques. Quando il conte dovette vendere, comprò una parte del vigneto insieme alla sua casa.

Sylvie Esmonin si è laureata in Ingegneria Agronomica all’Università di Montpellier ed ha lavorato come enologa per diverse cantine ed in differenti luoghi fino al 1986 quando, a seguito della richiesta del padre Michel, ha preso in mano le redini aziendali trasformando radicalmente la filosofia del Domaine. Se infatti fino ad allora le uve venivano vendute ai Negoce, con l’avvento di Sylvie al comando si è deciso di vinificare in proprio e di imbottigliare direttamente le prorie etichette.

Nel 1989 si è effettuato il primo imbottigliamento derivante dagli allora 3 ettari vitati di proprietà. Nel 1998 il padre Michel va in pensione e da allora Sylvie ha ampliato il patrimonio vitato sino agli attuali 8 ettari.

Nessun erbicida è stato usato dal 1990 e la coltivazione avviene più o meno organicamente, anche se non così sistematicamente.

In vigna viene praticata una meticolosa cura della salute della pianta, la filosofia è di produrre un vino naturale sperimentando pratiche biologiche-biodinamiche senza mai cedere a derive integraliste. In cantina la vinificazione prevede una parte di uve non diraspate (70% vini top gamma, 30% sui vini intermedi e in assenza sul Bourgogne AOC) e l’utilizzo di soli lieviti indigeni.

I vini che ne derivano sono estremamente eleganti con tipica la fermezza di Gevrey unita ad una setosa eleganza.

Trovi il suo vino della video degustazione qui.

 

Se invece vuoi dare un’occhiata a tutti i vini disponibili direttamente dal village Gevrey Chambertin, li trovi qui!

Site Footer