Cramant e i 4 grandi terroir della Champagne: quando il vino è lo specchio del territorio

Un vino è lo specchio del territorio di appartenenza e dell’abilità del suo vignaiolo.

In nessun luogo come nella Champagne  questa sinergia tra vino e territorio è tale da rimanere inalterata nel tempo ed un vero e proprio marchio di fabbrica.

I vitigni di champagne sono adagiati sulle colline dei dipartimenti di Seine-et-Marne, Aisne, Marne, Aube e Haute-Marne, a 150 km da Parigi e a 49.5° di latitudine Nord, in conclusione: condizione estreme e al limite per la viticoltura.

Fondamentalmente, nonostante la posizione, il clima è oceanico con influenze continentali e una temperatura media annua poco superiore ai 10° che raggiunge i 16° tra luglio e e gennaio.
Nonostante tutto, l’alta concentrazione dell’insolazione tra luglio e agosto permette una lenta maturazione delle uve che conferisce vivacità e intensi profumi fruttati.

Piogge moderate, spesso scarse, ma rischio di gelate sempre dietro l’angolo.

I 4 Grandi Terroir Principali dello Champagne

I terroir principali che ospitano la grande maggioranza dei vigneti della Champagne sono 4, diversi per qualità e caratteristiche, microclima ma soprattutto composizione del sottosuolo che incidono in maniera determinante sul prodotto finale:

Vallée de la Marne

da Epernay a Parigi la componente argillosa è predominante su entrambe le rive del fiume che attraversa la zona, favorendo principalmente la massima espressione in coltivazione del pinot meunier che riesce a dare i meglio di sè anche in condizioni di esposizione non perfette.
È una zona che regala ai vini una ricca acidità pervasa da profumi e sapori fruttati, con prevalenza di pera, mela e pinolo.
Alcune delle più grandi maison al mondo, tra cui Moet & Chandon, Roederer e Taittinger, possiedono qui i loro vigneti insieme a cantine cooperative (Beaumont des Crayeres e Pannier) che elaborano champagne di stretta correlazione al terroir, e vigneron indipendenti che producono perle vinicole artigianali come Denis Salomon, Xavier Leconte e Robert Allait.

Montagne de Reims

Domina il pinot noir qui, fiorente su un sottosuolo di gesso e lignite che permette l’espressione di spettacolare acidità accompagnata da sentori di grande eleganza, sottili ma perfettamente riconoscibili profumi di ribes bianco, mirabelle, fiori e un raffinato finale minerale.
È il terroir dove le grandi Maison come Roederer, Mumm, Piper Heidsieck e Pol Roger attingono al pinot noir per l’elaborazione di cuvée de prestige e millesimati.

Cote de Blancs e Cote de Sezanne

Sono terroir ricchissimi di gesso puro intersecati da affioramenti di argilla molto particolare presente solo in queste zone, definita “sparnaciana”, da cui prendono il nome gli abitanti di Epernay chiamati “sparnaciani”.
Su questi particolari terroir cresce rigoglioso e senza difficoltà o chardonnay in tutto il suo splendore raggiungendo livelli di raffinatezza massimi affiancati da profumi floreali e agrumati perfettamente bilanciati da ottima freschezza, mineralità e sapidità.
Lo chardonnay di questi vigneti ingentilisce l’irruenta acidità del pinot noir, tant’è che da questi territori attingono grandi maison come Ruinart, Perrier Jouet, Philipponnat e Bollinger ma anche vigneron più piccoli ed artigianali di altissima qualità quali De Sousa, Selosse e Larmandier-Bernier.

Aube

Situato a sud, vicinissimo allo Chablis, su un terreno prevalentemente calcareo miscelato ad argilla, territorio perfetto per trovare nuovamente padrone il pinot noir che si esprime in maniera nettamente differente dai terroir de La Montagne de Reims: l’acidità espressa dal pinot noir dell’Aube è meno elegante, più diretta, i suoi vini sono più vegetali nei loro sapori e profumi marcati da una nota di bacche selvatiche ben più sovrastante.

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