La viticoltura eroica della Valle d’Aosta di Edoardo Braga

Valle d’Aosta, il confine ultimo dell’Italia nord-occidentale, l’estensione del Piemonte che avanzando verso il profondo della valle lascia cadere i suoi dialetti intersecandosi con il francese e il tedesco dei Walser, una regione di pura montagna resa famosa dai suoi prodotti tipici, dai suoi monti innevati e, dai suoi vini.

I vini della Valle d’Aosta hanno però qualcosa di diverso dagli altri, qualcosa che li accomuna tra loro ma li differenzia rispetto a tutta la produzione enologica dell’Italia: la fatica, quella vera, quella fatica che non si può paragonare alla stessa fatica impiegata in qualsiasi altra vigna, una fatica tale che in val d’Aosta la viticoltura è definita eroica.

Valle d'Aosta, la viticultura eroicaLa coltivazione eroica della Valle d’Aosta

Le sue pendenze estreme, i suoi filari arroccati in corridoi stretti ad altitudini impervie, la mancanza d’acqua e la difficoltà di far arrivare in questi punti la poca a disposizione, l’esposizione privilegiata solo in alcune ore del giorno ma, soprattutto, la fatica estrema che comporta qualsiasi attività in vigna rispetto a tutte le altre zone enologiche d’Italia, rendono la coltivazione dell’uva nella valle qualcosa di eroico, appunto.

La produzione vinicola valdostana comporta solo lo 0,2% della totalità prodotta in Italia perchè qui, fare vino, è veramente complicato ed è per questo che la soddisfazione che deriva dal gustare nel bicchiere il frutto della propria eroica fatica non ha prezzo.

I vini della valle d’Aosta sono organoletticamente molto particolari, in queste zone l’escursione termica è roba seria da affrontare essendo il vigneto più alto d’Italia con i suoi 1200 metri sopra il livello del mare. Ma se da un lato questo aspetto è una grande difficoltò sia per il vignaiolo che per l’uva, dall’altro è un dono straordinario che trasmette ai suoi vini un bouquet di profumi impareggiabile e una finezza olfattiva tutta da comprendere.

Il posizionamento della valle, ad ovest delle Alpi, protegge naturalmente i vigneti da eccessivi scarichi d’acqua esponendo le coltivazioni al soleggiato tepore in giornata che si contrappone a rigidi crolli di temperatura la notte, portando ad uno sbalzo termico continuo.

Il risultato è una finezza di sentori fuori da qualsiasi concezione, una finezza che viene espressa soprattutto dai vini bianchi della valle d’Aosta, più che dai rossi.

La forte influenza francese contamina non solo la lingua e la cultura generale della valle, ma anche la coltivazione dei vigneti che vede protagonisti i francesissimi ChardonnaySauvignonGamayPetite RougeFuminVien de NusPrié Blanc insieme ai vitigni di tradizionale influenza piemontese come il Nebbiolo.

Edoardo Braga è uno degli eroi di questa terra che vi lasciamo scoprire nel nostro video e i cui vini naturali li potete trovare qui.