Il Barolo del Sud: l’antica tradizione enologica di Pompei

Barolo del Sud, così viene definito il Taurasi DOCG Riserva, 100% Aglianico che si sprigiona in purezza. Un vitigno di 20 anni che attraverso una vinificazione classica con lunga macerazione sulle bucce e temperatura controllata affinato in barriques e il grande Mastroberardino ne è il creatore.

La cantina Mastroberardino rappresenta dal 1878 tutto ciò che incarna la tradizione enologica campana.
Situato a Irpinia, la Cantina è al centro della culla di 3 DOCG: Greco di Tufo, Fiano di Avellino e Taurasi, custodite con perseveranza e dedizione al fine di preservarne l’identità e la salvaguardia con l’obiettivo di garantirne la continuità nel tempo.

Mastroberardino è il baluardo a difesa della viticoltura autoctona del territorio.

Una particolare non di poco conto che delinea pienamente l’importanza e l’abilità de Mastroberardino, è il progetto Villa dei Misteri a Pompei, un progetto di importanza storico-enologico incredibile che vede la Cantina protagonista.
Agli inizi degli anni 90, infatti, la Soprintendenza Archeologica di Pompei, uno dei siti storici più importanti al mondo, conferisce alla Cantina Mastroberardino l’onere e l’onore di ridare vita alla viticoltura nell’antica città di Pompei.

A capitanare il progetto è Antonio Mastroberardino, Cavaliere del Lavoro, che decide in primis di avviare una profonda ed accurata analisi e ricerca di quelle che erano le tecniche di viticoltura e vinificazione dell’antica Pompei al fine di rigenerare e ripristinare quell’antica realtà il più fedelmente possibile.

Il terroir che vede rinascere le viti è il medesimo di un tempo che fu, così come medesima è l’area di coltivazione all’interno delle mura dell’antica Domus di Pompei.
Il prodotto che, oggi, ne deriva è il Villa dei Misteri

Ma tornando al nostro Barolo del Sud, il Taurasi Riserva 2011, questo vino è vinificato in purezza da Aglianico (Vitis Hellenica), il vitigno a bacca nera più diffuso in Campania le cui radici e nome, risalgono agli insediamenti e alle influenze storiche della Magna Grecia nel sud Italia.
Si adatta perfettamente su qualsiasi suolo, nonostante esprima il meglio di se su terreni collinari vulcanici, argillosi e calcarei.

È un tipo di vite difficile da gestire, ardua per natura che richiede lunghi cicli di maturazione e particolare delicatezza fino alla sua tardiva vendemmia, che generalmente avviene nella seconda metà di ottobre fino, addirittura, a metà novembre.

È la perfetta rappresentazione della tradizione vinicola campana non che base di vinificazione di grandi vini rossi pregiati, molti dei quali etichettati proprio dalla Cantina Mastroberardino.

Vi lasciamo alle note di degustazione di Emanuele in questo video dedicato ad uno dei vini più importanti della linea di Mastroberardino, che come al solito se siete curiosi di assaggiare, trovate qui.