Cantina Rabasco: tradizione artigianale dell’Abruzzo di una volta

Personalmente reputo il vino al pari di un libro.

Quella copertina colorata riporta un titolo di una storia, esattamente come il vino riporta in etichetta il titolo della sua.
Aperto il libro, così come apriamo una bottiglia, ci tuffiamo in una lunga storia di pensieri, emozioni, ricordi, immagini, fatiche, colori e sapori di terre e persone estremamente lontane da noi e dal luogo in cui siamo in quel momento.

Ogni pagina che leggiamo ci porta lontani con l’immaginazione, così come ogni sorso o fiuto del bicchiere ci porta lontani, alla medesima maniera, a viaggiare con il pensiero in quei luoghi in cui il vino è stato prodotto a partire dalle sue uve e dalle tecniche che l’anno portata ad essere ora versata nel nostro bicchiere.

Partendo da questa analogia anche il vino, come un libro, a mio parere va prima indagato per comprendere se può rientrare nei nostri interessi, informandoci sulle sue origini, sul suo “autore”, sulle modalità con il quale viene prodotto e via dicendo, in modo da poter trovare riscontro, quando lo assaporiamo, nelle informazioni che abbiamo raccolto.

Se ci approcciamo a qualsiasi vino con questo presupposto la degustazione sarà certamente più divertente, perchè sarà come viaggiare riconoscendo man mano la strada che percorriamo piuttosto che procedere in una corsa al buio.

L’argomento di questo articolo, prima di lasciarvi alle note di degustazione di Emanuele Spagnuolo nel video che segue, è la cantina Rabasco, vignaioli della tradizione vitivinicola abruzzese che fanno proprio della loro tradizione il fil rouge di tutta la filosofia alla base della cantina stessa.

Seguendo l’analogia di cui ho parlato all’inizio, la prima cosa che faccio è informarmi sulla cantina, leggo la “descrizione breve di questo libro”, per intenderci, e scopro con interesse che il concetto di tradizione per la cantina Rabasco significa molto più che perseguire l’attività di famiglia iniziata molto tempo prima.

La cantina Rabasco interpreta la tradizione come l’esigenza di attenersi strettamente ad una metodologia di coltivazione e vinificazione in grado di rimanere cristallizzata a tutti gli effetti ad un tempo passato, un tempo in cui le moderne tecnologie, le sostanze chimiche, i macchinari quasi industriali che invece oggi facilitano enormemente la fatica degli agricoltori semplicemente non esistevano, e tutto era basato sul lavoro manuale e sui cicli naturali.

Ritengo siano le cantine più affascinanti.
Da un lato perchè mantengono un rapporto con il proprio territorio a mio parere molto più saldo, esprimendo ai massimi livelli tutte le caratteristiche intrinseche del terreno attraverso una coltivazione assolutamente non interventista, dall’altro perchè il vino che producono queste cantine, che piaccia o meno è esattamente come deve essere, non viene migliorato o reso più piacione, non viene “modificato” per incontrare un gusto del Cliente, tanto meno manipolato per essere perfetto e piacere ad un numero maggiore di persone, è semplicemente quello che deve essere.

La cantina Rabasco si trova nel cuore dell’Abruzzo dove l’antica gloria della tradizione locale vedeva l’uomo e il lavoro manuale l’unico modo per esprimere qualità e genuinità nel prodotto finale.
È una cantina che basa la sua produzione vinicola a partire dal rispetto assoluto della terra escludendo qualsiasi sostanza chimica di protezione, di sostegno o di manipolazione e cercando di rinvigorirla e migliorarne le proprietà con trattamenti biodinamici e rispettosi della natura, attendendo con pazienza i naturali cicli astronomici per i lavori della terra e in cantina.

Con questa particolare attenzione vengono coltivate forti e ricche di caratteristiche intrinseche i 4 vigneti Conchetta, Cancelli, Salita e San Desiderio, dalle quali vengono prodotti 8 vini completamente naturali, senza ausilio alcuno della chimica in vigna come in cantina.

Ne risultano 8 vini e 1 olio completamente naturali che esprimono tutto ciò che il territorio abruzzese ha da offrire tra profumi e sapori incredibili, perfettamente bilanciati dalla sapienza della Natura e dall’esperienza della tradizione vitivinicola di questa terra.

CANTINA RABASCO – TREBBIANO D’ABRUZZO VIGNA “LA SALITA”
LE NOTE DI DEGUSTAZIONE DI EMANUELE SPAGNUOLO

Un Trebbiano d’Abruzzo in purezza, macerato sulle sue bucce a contatto con il mosto per la vinificazione di quello che a tutti gli effetti è un Orange Wine derivante da una vigna di audace pendenza, da cui trae il nome “La Salita”.

La macerazione è chiara fin dalla messa a bicchiere con il suo colore ambrato vivace he riverbera in sfumature quasi aranciate.
Non è filtrato, non si presenta limpido e cristallino ma opalino nel bicchiere.

Al naso è fresco, intensamente profumato da note di pesca matura e frutta tendente alla sovramaturazione nonostante il tutto sia vivacemente amalgamato in pungenti note speziate e sensazioni erbacee.

Al palato è un vino coerente alla sua intensità aromatica, pieno, rotondo soprattutto grazie ai polifenoli in più che caratterizzano l’Orange Wine, le vigne esposte a nord-est e il terreno calcareo conferiscono quella freschezza ed acidità minerale che servono a contrastare perfettamente la rotondità dei suoi sapori rendendolo facile e leggero, aspetto confermato anche dai suoi 12 gradi alcolici.

Un vino gourmet che chiude perfettamente il palato con una splendida lunghezza e rotondità, perfetto per accompagnare pesce e carni bianche.

Rabasco è l’esempio perfetto per raccontare cosa significa produrre un ottimo vino in piena coerenza con la natura e i suoi cicli ancestrali.

RABASCO TREBBIANO D’ABRUZZO VIGNA “LA SALITA”, LO TROVI QUI

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