Il Beaujolais 2.0 di Robert Denogent, la nostra recensione

Beujolais, un tipo di vino definito nouveau e che noi in Italia definiremmo novello, ossia un vino di pronta beva da consumarsi preferibilmente entro il medesimo anno di vendemmia in quanto non caratterizzato da una struttura adeguata per l’invecchiamento.
Un vino che viene spesso considerato di basso livello, vinificato in macerazione carbonica, un vino insomma che difficilmente incontra i gusti degli appassionati.

Bè, non è questo il caso, perché oggi presentiamo il Beaujolais da noi definito 2.0, perchè assolutamente lontano dalle caratteristiche dei vins nouveau.
Un vino di Borgogna rosso prodotto dal grande Denogent, un produttore profondamente impegnato nella salvaguardia e tutela dell’ambiente e dell’ecosistema che basa l’intera sua filosofia produttiva sul rispetto dei cicli naturali e di una coltivazione in vigna e vinificazione in cantina non interventista, escludendo in toto l’uso di chimica di manipolazione o sostegno.

Un grande vino di Borgogna in grado di rappresentare fedelmente il terroir di appartenenza e la tradizione vitivinicola borgognona, grazie alle abilità del suo produttore, che insieme ad altri 2 grandi nomi del territorio di Beaujolais hanno saputo superare la concezione di vino novello portandola ad un nuovo livello e donando a questi vini la struttura adatta a molti anni di invecchiamento.

A bicchiere è rosso rubino carico tendenzialmente sfumato al granata, anzi, possiamo tranquillamente dire che il suo colore è in realtà più granata che rubino.
Vino da bere a 16 gradi, molto strutturato e corposo che esprime al naso eleganza e leggerezza attraverso intense note fruttate, fiori, spezia leggera sul fondo e  una chiara essenza minerale caratteristica dei terroir di Borgogna.

Al palato è un vino teso, minerale, che punta su una vena acida donando alla bocca un’intensa sensazione di freschezza nonostante sia un rosso.

Un eccezione incredibile che va a confermare la piena rivalutazione della denominazione Beaujolais, la sua versione 2.0, una versione completamente rinnovata e ristrutturata nel vero senso della parola perchè è proprio la struttura del vino che ha subito uno profonda modifica delle sue caratteristiche, rendendosi completamente diverso e ribaltando le aspettative di vino novello.

Da assaggiare assolutamente, LO TROVATE QUI!

Inoltre, non possiamo concludere l’articolo senza un piccolo approfondimento dedicato a Denogent.

Come la maggior parte dei viticoltori di Borgogna tutta la sua produzione si basa sulla ricerca della massima espressione del terroir di appartenenza, l’allontanamento assoluto della standardizzazione del sapore, dell’individualismo del vino.

Un produttore di vini di Borgogna attento ed impegnato nella salvaguardia dell’ambiente e dell’ecosistema al punto di basare tutta la sua produzione sulla manualità al fine di esaltare la vitalità della vigna.

In vigna, come in cantina, la chimica è bandita e sostituita dall’uso di rame e zolfo, così come sono banditi i diserbanti chi ici in modo da preservare il manto erboso a protezione dell’uva che, lasciata in gestione alla natura cresce forte e sana.

Addirittura l’uso del trattore viene limitato il più possibile in modo da non compattare il terreno favorendo areazione e attività microbica.

Il risultato di questa attenzione è una vinificazione naturale in rado di dare vita a vini che rappresentano perfettamente il loro territorio, incredibilmente individuali e personali, arricchiti dal loro terroir che si palesa perfettamente ad ogni sorso.

Se volete farvi un’idea su Denogent e sui suoi metodi di vinificazione a questo link trovate una serie di cofanetti degustazione di Denogent, per un’idea chiara e diretta di ciò che un artigiano di Borgogna è in grado di offrire.

LA BORGOGNA NATURALE DI DENOGENT

LA BORGOGNA ROSSA DI DENOGENT

LA BORGOGNA BIANCA DI DENOGENT

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