Maison de Champagne Bollinger: stile inconfondibile e persistente dal 1829

La Maison de Champagne Bollinger nasce nel 1829 grazie a 3 figure apparentemente ambigue che, se estrapolate dal loro contesto, sembrano quasi rappresentare l’inizio di una storia divertente: l’aristocratico, il tedesco l’uomo del posto.

La verità è che questi 3 uomini senza nulla in comune se non l’amore e la passione per lo champagne hanno saputo dare vita ad una delle Maison più importanti del mondo, in grado di forgiare un vino il cui stile persiste nel tempo inalterato e sempre rappresentativo.

L’aristocratico è Athanase de Villermont, il figlio più giovane di una nobile famiglia che ereditò una vasta proprietà terriera nell’area di Aÿ da un soldato che durante la guerra d’indipendenza americana spiccò per doti e virtù in battaglia.
La sua passione per lo champagne, le terre dei vini e le sue ampie vedute lo portarono a percepire fin da subito le potenzialità che le sue proprietà potevano rappresentare, ma in qualità di aristocratico gli fu proibito di essere coinvolto nel commercio.

Il tedesco è Joseph Bollinger, un’interessante personaggio che ha dedicato la sua vita al viaggio e alla scoperta, passione che l’ha portato ad abbandonare la sua terra per approdare in Champagne trasportato dalla curiosità e passione per i suoi vini ed approfondire il settore del commercio enologico.

L’uomo del posto, invece, è Paul Renaudin, uomo chiave di tutta la storia, fisiologicamente innamorato della sua terra e delle sue radici, dei frutti che produce, dei terroir che si esprimono attraverso prodotti complessi e straordinariamente profumati ed eleganti.

Fondamentalmente, il quadro di tutta la storia è riassunto nell’incontro e unione di questi tre personaggi che hanno rispettivamente fornito la terra, l’esperienza commerciale e quella contadina portando alla nascita della Maison Renaudin-Bollinger & Cie, oggi solo Maison Bollinger.

Oggi, la Maison conta 178 ettari coltivati per l’85% a viti Grand Cru e Premier Cru che si differenzino tra Pinot Nero, Chardonnay, Champvoisy e Pinot Meunier e si distingue dalla maggior parte delle Maison per il fatto che produce la maggior parte delle uve per le proprie miscele, fatto raro, in Champagne.

Con Bollinger, tra l’altro, si rivaluta la figura del “Tonnelier” o mastro bottaio, colui che crea e mantiene nel tempo le botti per la vinificazione, una figura artigiana ormai scomparsa e quasi sconosciuta, ma che da Bollinger permane all’interno della sua bottega producendo esclusivamente per la Maison.
Un mestiere altamente specializzato e per nulla semplice: alcuni dei 3500 barili della Maison hanno oltre 100 anni e devono ancora oggi essere in grado di dare il loro contributo allo stile unico dei vini che racchiudono.

La Maison trasmette una grande importanza a questa esperienza artigianale senza tempo, che deve essere trasmessa necessariamente a mani più giovani per protrarsi negli anni garantendosi inalterata nelle sue tecniche tradizionali ed antiche, ancora oggi fondamento e base dell’intero processo di lavorazione delle botti.

La video degustazione di oggi è dedicata ad uno dei più esclusivi e famosi vini della collezione Bollinger, un diamante composto per il 71% da Pinot Noir e 29% da Chardonnay per un assemblaggio di 18 differenti Cru, fermentato interamente in botti da uve notevolmente mature unite ad un’acidità estrema per un vino di profondità infinita:  Bollinger La Grande Année.

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