Coravin Model Eleven: la mescita del futuro è qui, oggi.

Io non sono di certo una di quelle persone che potrebbe trarre vantaggio dall’utilizzo del Coravin Model Eleven, ma lo trovo incredibile, perfettamente studiato per il suo scopo, esteticamente accattivante, funzionalmente perfetto ma, soprattutto, pur non gestendo un ristorante riesco a cogliere chiaramente l’enorme opportunità che rappresenta per i ristoratori e i locali in genere.

Abbiamo già parlato del Coravin in questo precedente articolo, delineandone caratteristiche essenziali e particolarità che con il Model Eleven vengono a mio parere completamente ristrutturate e perfezionate, ma partiamo comunque dal principio: chi è Coravin e cos’è Coravin?

Coravin è un’azienda olandese con sede ad Amsterdam, innanzitutto, il cui core business e know how è canalizzato nel settore del wine-tech, che comprende generalmente tutto ciò che riguarda la tecnologia, e la sua innovazione, al servizio del settore enologico.

Più nello specifico, la Coravin si concentra nello sviluppo di un sistema di mescita assolutamente innovativo che ha permesso a collezionisti e ristoratori di approcciarsi a due importanti potenzialità: da un lato, quello del collezionismo, di poter constatare lo stato di invecchiamento di un vino senza doverlo stappare, dall’altro, quello della ristorazione e servizio al bicchiere in genere, di ampliare a dismisura la propria offerta commerciale al cliente.

Non ci dilungheremo nel spiegare nuovamente il funzionamento del Coravin in quanto oggetto, come già sottolineato, di un precedente nostro articolo, ma ne affronteremo l’innovazione e i miglioramento nella produzione di un modello che a nostro parere è stato in grado di superare tutti i limiti che i precedenti modelli hanno incontrato nel tempo.

Innanzitutto è doveroso ringraziare la Coravin e la figura del suo Country Manager Marcello Magaldi, che abbiamo avuto il piacere di conoscere e che gentilmente ci ha permesso di testare il Model Eleven potendone constatare in prima persona i miglioramenti e le nuove funzioni.

In secondo luogo è bene iniziare la nostra recensione partendo dal fatto che il Model Eleven ci è sembrato essere stato pensato prevalentemente per il mondo della ristorazione, della mescita professionale, rispetto ai modelli precedenti che nonostante il loro specifico campo d’applicazione possono essere utilizzati anche dalla cara Sig.a Maria che vuole gustarsi un buon bicchiere di vino ogni sera senza correre il rischio di dover finire la bottiglia per evitarne l’ossidazione.

Insomma, il Model Eleven e la sua tecnologia sono dedicati al professionista, ristorante, wine bar, locale che sia, perchè sarebbe a nostro parere potenzialmente sprecato se tenuto nel cassetto delle posate in casa.

Partendo dal packaging non possiamo che notare l’incredibile attenzione per i dettagli e per l’eleganza che lo caratterizzano, un vero e proprio cofanetto, più che una confezione, contenente tutto l’occorrente per trasportare ed utilizzare il Coravin racchiuso in un pack dal design curato che trasmette fin da subito una certa sicurezza, garanzia manifatturiera direi.

Il Model Eleven si presenta migliorato sotto tutti gli aspetti, studiato appositamente per essere un “qualcosa di più” rispetto ai predecessori, un vero e proprio attrezzo da lavoro che in primis ha superato la caratteristica analogica degli altri modelli: tutto è digitalmente gestito da un app che come un cervello centrale automatizza l’intero processo di mescita lasciando all’uomo l’unico compito di premere (con una mano sola!) l’ago nel tappo, perchè tutto il resto lo fa da solo.

L’intento è stato proprio quello di ridurre gli sprechi, eliminare i possibili errori umani e di conseguenza i possibili danni al vino.

Alla prima accensione notiamo subito che la parte superiore, la testa del Coravin possiamo dire, è dotata di due piccoli simboli retro illuminati rappresentanti un bicchiere bello pieno da una parte e un bicchiere appena appena riempito dall’altra, ad indicare le due funzioni principali: mescita a bicchiere e degustazione.

Nel primo caso, il Coravin è settato per la mescita a bicchiere che consente un maggior ingresso di gas Argon nella bottiglia e, quindi, una maggiore estrazione di vino al suo interno, permettendo di spillare il vino nel bicchiere secondo le quantità definite in precedenza dal settaggio dell’applicazione.

La seconda, la degustazione, introduce una piccola quantità di Argon spillando quel tanto che basta per comprendere lo stato di conservazione del vino, così da essere sicuri che sia pronto alla beva o necessiti di essere lasciato a riposo.

A questo riguardo è bene fare una piccola e curiosa precisazione: in realtà non si decide quanto vino spillare, ma quanto gas introdurre. L’Argon è un gas inerte inodore ed insapore che svolge la precisa funzione di conservare il vino in bottiglia evitando l’ingresso di ossigeno.

Abbiamo scoperto che questa funzione è garantita dal fatto che il gas va letteralmente a sostituire nella bottiglia lo stesso quantitativo di vino che viene spillato, quindi per essere più precisi parlando di Coravin non si sceglie quanto vino estrarre, ma quanto gas introdurre!

L’ago è stato completamente rinnovato, mantiene sempre un diametro minimo ma è oggi composto da due aghi distinti, uno dentro l’altro, in modo che l’immissione di gas e l’estrazione del vino seguano due canali separati.

L’estrazione dell’ago dal corpo del Coravin avviene tramite un semplice meccanismo sulla testa che viene fatto scattare ruotandolo di circa 180°, basta sollevare una piccola maniglia, ruotarlo, ed estrarre l’intero ago dal corpo per pulirlo prima di poter essere re-inserito con la stessa facilità.

Ma non è tutto, perchè se nei precedenti modelli uno degli errori più comuni (e più gravi) era quello di dimenticarsi lo spurgo dell’ossigeno dall’ago prima di inserirlo nuovamente nella bottiglia, con il Model Eleven lo spurgo avviene in automatico ogni volta che si prende in mano il Coravin.
Grazie alla dotazione di alcuni sensori che gli permettono di rilevare la presa e il sollevamento dalla sua base di ricarica, Il Model Eleven percepisce che sta per essere utilizzato e, nel dubbio, spurga automaticamente eventuali residui di ossigeno dall’ago per evitare qualsiasi inquinamento in bottiglia. In questo modo ogni qual volta lo si solleva si attiva in automatico e si prepara all’utilizzo senza dover compiere nessun’altra azione se non quella di inserirlo nel tappo.

Se invece non lo si tocca per 15 minuti entra automaticamente in stand-by risparmiando batteria. In ogni caso, non preoccupatevi troppo della sua autonomia, perchè è stato dotato di fast-charge e con soli 15-20 minuti di ricarica garantisce circa un’ora di servizio.

L’app presenta un’interfaccia ben curata ed intuitiva, ma dobbiamo ammettere che tuttavia è bene leggere le istruzioni per capire precisamente il suo funzionamento.
Possiamo dire che la funzione di degustazione è abbastanza standardizzata e non necessita di settaggi, la si seleziona e si spilla il vino, mentre la mescita a bicchiere è tutta una sorpresa.

Attraverso l’app è possibile decidere attraverso un’apposita icona la quantità di vino da versare nel bicchiere: basta aumentare o diminuire con il dito il quantitativo indicato dall’icona per determinare quanto vino il sistema spillerà dalla bottiglia.

La prima cosa che facciamo è quindi indicare al Coravin una quantità secondo noi adatta alla mescita.

Proseguendo nel nostro test notiamo che una fascia luminosa di colore blu circonda tutta la testa del Coravin facendoci capire che è attivo e pronto all’uso, ora basta adattarlo sulla bottiglia e con una sola mano (una sola mano!) premere verso il basso fino a quando la fascia luminosa non diventa verde, indice del fatto che l’inserimento dell’ago è avvenuto correttamente e il Coravin è pronto ad estrarre il vino.

Adesso, sorprese delle sorprese, dimenticatevi il classico “pulsante” da premere per versare il vino, perchè basterà inclinare la bottiglia e il Coravin inizierà a spillare il vino regolandosi in base alle impostazioni settate in precedenza nel’app, tutto automaticamente! Geniale.
Ovviamente, la garanzia che il vino versato rispetti sempre lo stesso quantitativo ad ogni mescita non la si può avere, nel senso che se si vuole decidere di avere sempre bicchieri precisamente riempiti a 120 ml, ad esempio, non li si potrà ottenere, ma l’eventuale differenza tra un bicchiere e l’altro è comunque molto bassa e si attesta intorno al 15% massimo.

A questo punto basta sollevare l’apposita maniglietta di estrazione presente sulla testa per sollevare l’ago ed estrarlo dal tappo, con la conseguente riaccensione della fascia luminosa blu.

Fatto e finito, potete riporlo nella sua base di ricarica.

Traendo le prime conclusioni abbiamo notato subito una cosa: tutto è automatico ed automatizzato, noi non abbiamo dovuto fare niente se non scegliere la quantità da versare, premere l’ago nel tappo ed inclinare la bottiglia.

L’automazione della procedura è il vero passo avanti e innovazione rispetto agli altri modelli che necessitavano di un intervento analogico in tutti i passaggi, compresa la mescita vera e propria dover la quantità di vino versata era decisa dall’eventuale generosità del cameriere di turno.
Con il Model Eleven non si scappa, quindi se siete amici e sperate in un bicchiere più generoso, scordatevelo!

Primo beneficio dell’automazione: l’eliminazione degli errori.
Come abbiamo detto prima nei precedenti modelli è necessario tenere bene a mente che all’interno dell’ago possono esserci residui di ossigeno, prima di ogni utilizzo è quindi fondamentale spurgare l’ago, pena l’inquinamento dell’ambiente interno alla bottiglia, l’annullamento dell’utilità del Coravin e l’ossidazione certa del vino.
Con il Model Eleven state sereni e sicuri, dormite tra due guanciali, perchè il Coravin lo sa che siete umani e quindi soggetti ad errori, per questo ci pensa da solo e si auto-spurga non appena lo lo prendete in mano. E se lo alzate e poi non lo usate, lui l’ago lo spurga lo stesso nel dubbio, non si sa mai!

Secondo beneficio dell’automazione: la riduzione degli sprechi, sia di gas che di vino.
In settaggio standard una ricarica di Argon garantisce all’incirca 20-22 bicchieri, e di conseguenza, una certa consapevolezza di quanto vino viene versato in ogni bicchier pur tenendo conto di un’eventuale scostamento del 15% tra una mescita e l’altra.

Terzo beneficio dell’automazione: la semplicità di utilizzo.
Avete un continuo turn-over di personale? Ci sono tanti camerieri in sala? Non dovete più preoccuparvi di fare corsi ad ogni cameriere o nuovo assunto, perchè settate una volta le impostazioni il funzionamento è uguale per tutti: lo si inserisce, si inclina la bottiglia, lo si estrae.

Traendo le nostre conclusioni finali possiamo dire che il Coravin Model Eleven ha superato tutti i suoi predecessori, è diventato oggi un vero e proprio strumento professionale che ogni la maggior parte dei locali dovrebbe avere a disposizione per garantirsi, e garantire, una possibilità di servizio al cliente veramente imparagonabile.
Tuttavia, come per qualsiasi altra cosa, la qualità e l’innovazione si pagano, e il costo del Model Eleven non proprio per tutti. Parliamo di un prodotto da poco meno di 1.000 euro, che ha assolutamente senso investire poichè assolutamente in grado di aumentare gli incassi grazie all’ampliamento dell’offerta al cliente, ma assolutamente fuori portata non che sprecato nelle mani della Sig.ra Maria.

Insomma, in casa per un utilizzo quotidiano e per non ossidare una bottiglia da 30 € vanno bene tutti i precedenti modelli, perchè con il Coravin Model Eleven parliamo una lingua diversa, comprensibile da chi veramente può trarne un vantaggio tangibile, ossia i professionisti di settore.

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