Pinot Nero di Borgogna e Barolo del Piemonte: cosa li accomuna

Piemonte e Borgogna, Pinot nero e Nebbiolo, due delle più grandi terre di vino e due dei più famosi vigneti al mondo base di un’ampio ventaglio di vini pregiati dediti all’invecchiamento e all’esplorazione di sapori e profumi che solo con il riposo in bottiglia per molti anni possono esprimersi in tutto il loro splendore.

Per l’esattezza, oggi prendiamo in considerazione due grandi produttori per due grandi vini: Barolo Monprivato 2014 di Giuseppe Mascarello e Vosne Romanee 1er Cru Clos De Reas 2014 di Michel Gros, due punte di diamante che possono farci scoprire come eccellenze della tradizione enologica vengono espresse ai loro massimi livelli in maniera più sinergica di quanto si possa pensare, nonostante io mare di differenze che si apre tra le due terre.

A Castiglione Faletto troviamo il Monprivato, un nebbiolo in purezza assoluta prodotto da una delle cantine più importanti del territorio piemontese.
Un Barolo molto particolare che esprime un’eleganza nei sapori, profumi e colori che non è comune in nessun altro Barolo prodotto nella medesima zona.

In Borgogna invece, il Domaine Michel Gros produce il Clos De Reas in purezza Pinot Noir, un vigneto che solo in Borgogna troviamo coltivato, vinificato ed espresso al bicchiere in un modo unico nel suo genere, irripetibile ed inconfondibile.

Il Colore

In entrambi i casi il rosso rubino carico del corpo tende al granato con riflessi leggermente violacei, è brillante, intenso, profondo e pieno, nonostante il Vosne si sbilanci verso sfumature leggermente più scariche del nostro Barolo.
Dal punto di vista cromatico è interessante notare la sfumatura del Monprivato rispetto a qualsiasi altro Barolo che fin dallo sguardo si fa notare per un qualcosa di differente dal solito.

Il Naso

Il Monprivato è estremamente sottile, molto fine nonostante il suo carattere poderoso tipico del Barolo.
Al naso si esprimono piccole note fruttate, tè in piccola parte e, molto interessante, una sottile nota balsamica per un ventaglio di profumi che si percepiscono solo in punta di piedi, da ricercare finemente con il naso perchè non si evidenziano ma si dimostrano timidamente ma con eleganza.

Il Vosne è fin da subito nettamente differente: l’impatto sensoriale è decisamente più marcato, per mantenere la stessa linea descrittiva del Barolo possiamo dire che nei suoi profumi non c’è timidezza ma piena consapevolezza di ciò che è.
L’intensità dei sentori è sovrastata da una nota tostata di caffè, predominante al naso rispetto a resto dello spettro olfattivo che viene invece espresso tra note fruttate e spezie in maniera più profonda rispetto al Barolo.
Sono profumi più cupi, possiamo dire, più profondi.

Il Palato

Il Monprivato al palato è un Barolo assolutamente tradizionale, per nulla ruffiano, non vuole piacere ai più ma essere apprezzato solo da chi realmente sceglie il sapore tagliente, affilato dai tannini e potente del Barolo di una volta, il barolo dell’antica tradizione piemontese.
Nonostante questa pienezza di sapore il tutto si manifesta al palato mantenendo l’eleganza dei suoi profumi senza mai rivelarsi eccessivo.

Il Clos De Reas nonostante la presenza del tannino è decisamente più morbido al palato, più lieve ai sensi, forse anche troppo in contrapposizione al Monprivato appena assaggiato.
Nonostante questa delicatezza al palato, il Vosne si apre immediatamente, è pienamente esplosivo nei suoi sapori cogliendo quasi impreparati se ci si aspetta un vino dritto ed affilato.

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